Un Vegano a Venezia.

Buongiorno.

Se siete capitati su questo Blog probabilmente seguite una alimentazione Vegana. Cosa normale visto che il Blog si intitola UnVeganoaVenezia.

Comunque bando alle ciance, questo è il primo articolo del mio blog e come è giusto vi parlo un po’ di me.

Mi chiamo Daniel e nel momento in cui scrivo ho 27 anni (quindi se leggete nel futuro fate *anno in cui siete* – 1990 e troverete la mia età attuale). Attualmente vivo in provincia di Venezia, ma questo lo avrete già capito visto che il Blog si intitola UnVeganoaVenezia. Tuttavia io non sono veneto, come sarete portati a pensare.

Io, all’anagrafe Daniel Ferrari, nacqui a Bergamo il 12 Dicembre del 1990. Da subito sono stato un bambino curioso e all’età di dieci anni decisi di diventare vegetariano. Ora capite per un bambino come me, che di Internet non sapeva neanche dell’esistenza, e il computer lo usava solo ed esclusivamente per giocare alle tartarughe ninja, l’essere vegetariano era una cosa molto difficile. Restai vegetariano per 6 anni poi imparai ad usare Internet.

Qui feci uno dei più grandi errori della mia vita. “MAMMA TORNO A MANGIARE CARNE”.

Si a sedici anni si è tutti un po’ stupidi. L’adolescenza trascorre tranquilla (anche se la parola “tranquillità” non fa parte del dizionario di un adolescente) e io un po’ per essere accettato da parte degli amici, un po’ perché essere vegetariano fa strano, presi la pessima decisione di tornare a mangiare animali.

Il tempo passò, l’adolescenza svanì e Natale dopo Natale continuavo a mangiare conigli, maiali, mucche e tutti coloro che ora chiamo fratelli.

Fino a quella sera di S.Stefano del 2011 (per chi non lo sapesse S.Stefano è il 26 Dicembre). Dopo l’ennesimo giorno da parenti a mangiare cibo fatto di cadavere mi ritrovai annoiato al computer, a guardare video su YouTube di gente che sgommava con la macchina e cadeva in moto. Fino a quando non trovai questo:

Un discorso di un’ora e dieci di un pelato, vegano in sandali che parlava della scelta vegana. Con incredibile sorpresa quell’ora passò incredibilmente veloce, e così per la seconda volta in vita mia, presi la decisione di smettere di mangiare esseri viventi. Questa volta però, smetterò anche di mangiare prodotti derivanti da animali perché tali prodotti sono colpevoli della sofferenza animale, tanto quanto la loro uccisione.

Così diventai VEGANO, e dopo poco anche PELATO.

E’ qui che buttai via tutto quello che avevo di surgelato nel frizzer, (in quel periodo i surgelati erano il 95% della mia dieta) e dal giorno dopo decisi di iniziare a cucinarmi i miei pasti.

Mai più cotolette di pollo, mai più T-Bone, mai più Hamburger grondanti grasso.

Avevo preso quella che sembrava una scelta salutare; fino a quando non scoprii il Junk Food Vegano.

Piccolo aggiornamento estemporaneo, nel frattempo da quella piccola città brutta e uggiosa chiamata Bergamo, mi trasferii nella grande metropoli; Milano.

Nel 2011 se parlavi di VEGANI, ti chiedevano cosa c’entrava Mazinga nelle tue scelte alimentari.

Cominciò così un lungo viaggio nella metropoli, che in realtà fu più facile di quanto si possa pensare. Milano è una grande città, e offre mille possibilità per tutti i tipi di persone.

Ristoranti Vegani a bizzeffe, fast food vegani, opzioni vegane dappertutto, nuove amicizie vegane e attivismo.

Poi l’ennesima serata al computer che mi ha cambiato la vita.

Su Facebook conosco una ragazza che da li a poco, sarebbe diventata la mia compagna di vita. Lei vive a Spinea un paesino vicino a Venezia; ancora più angusto e più piccolo di quanto fosse Bergamo.

Dopo qualche mese di frequentazione decidemmo di andare a convivere. Io fresco di Laurea e senza lavoro e lei con un lavoro fisso a Mestre, ero io che giustamente, mi sarei dovuto trasferire.

Quindi dimenticati ristoranti vegani, dimenticati sushi eleganti, dimenticati junk food vegan; dimenticati tutte le comodità della grande città; dimenticati TUTTO. L’unica cucina vegana della zona era la mia! (O meglio quella di Federica).

Così inizia la mia storia tra i fornelli e le ricette che pubblicherò su questo BLOG.

Spero di non avervi annoiato troppo.

Vostro per sempre

Daniel.

 

 

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